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	<title>Le Vigne &#124; Agriturismo Caserta &#124; Ristorante Caserta</title>
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		<title>i Nostri Vini</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Mar 2010 07:53:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Il vitigno Aglianico sembra sia stato portato in Italia dai Greci, al tempo della fondazione delle loro colonie (es. Clima), nel VI e VII sec. A. c., nell&#8217;area che oggi chiamiamo Magna Grecia, con il nome di &#8221; Ellenicon &#8220;, vale a dire originario della Grecia. I romani lo ribattezzarono poi &#8220;vitis ellenica&#8221; e ne [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il <strong>vitigno Aglianico</strong> sembra sia stato portato in Italia dai Greci, al tempo della fondazione delle loro colonie (es. Clima), nel VI e VII sec. A. c., nell&#8217;area che oggi chiamiamo Magna Grecia, con il nome di &#8221; Ellenicon &#8220;, vale a dire originario della Grecia. I romani lo ribattezzarono poi &#8220;vitis ellenica&#8221; e ne incentivarono la coltivazione e la diffusione, sopra tutto in Campania, dove la vinificazione era fatta prevalentemente in bianco (si pensa sia il vitigno con cui i romani producevano il Falerno). Parlando d&#8217;Aglianico, storia e leggenda s&#8217;intrecciano con facilità. Si dice, infatti, che dopo la battaglia di Canne (Puglia, 216 a.c.), durante la seconda guerra l&#8217;unica, i cartaginesi, al comando d&#8217;Annibale, ripiegarono nell&#8217;attuale Basilicata per riposare e curare i feriti e che il rimedio per medicare lacerazioni e ferite altro non fosse, che del buon vino Aglianico.</p>
<p style="text-align: justify;">Caratteristiche- Foglia di media grandezza a cinque lobi, grappolo piccolo, corto, mediamente compatto, acino di dimensioni medio-piccole, sferico di colore blu-nero uniforme, buccia di medio spessore, poco consistente e abbondantemente pruinosa.</p>
<p style="text-align: justify;">Predilige terreni collinari, d&#8217;origine prevalentemente vulcanica, argillosi calcarei o in ogni caso di buona costituzione anche se presenta buona tolleranza alle crittogame in generale, ed all&#8217;oidio in particolare anche se in annate piovose e nelle zone con ristagno idrico è sensibile alla peronospora.</p>
<p style="text-align: justify;">Mostra sofferenza alle elevate temperature estive ed alla siccità prolungata.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Falanghina</strong> è un vitigno particolarmente vigoroso divenuto noto al grande pubblico, quando si è cominciato a vinificarIo in purezza e ad imbottigliarlo con questo nome, (che deriva dalla corruzione di Farlernina) ed esprime bianchi di straordinaria piacevolezza, sapidi, freschi, vivaci, pieni di nerbo. Vitigno a bacca bianca, più volte confuso con altri, le cui origini rimangono incerte. Le notizie raccolte risalgono circa al 1825. Attualmente è diffuso prevalentemente in Campania e trova il suo habitat ideale nell&#8217;isola di Procida, nella zona dei campi Flegrei e nel Sannio, dove forse era già coltivato in epoca romana. Una delle migliori qualità di quest&#8217;uva è che qualunque sia la zona dove è coltivata, il vino che se ne ricava conserva inalterate le sue caratteristiche. E chiamata anche Uva Falerna, Biancuzita, Falerna Veronese, Falangina verace.</p>
<p style="text-align: justify;">Caratteristiche- Ha foglia media o piccola, cuneiforme, raramente orbicolare, trilobata e meno spesso pentalobata, grappolo lungo o medio, di media grandezza e compatto, cilindrico o conico, con un&#8217;ala corta, acino medio, sferoide, regolare, buccia spessa e consistente, di colore grigio-giallastro, con buona presenza di pruina. La vigoria è buona e la produttività media è costante, matura nella seconda metà di settembre. Si adatta ad ambienti diversi preferendo i climi caldo-asciutti ove può dare un prodotto di buona qualità, soffre di prolungata siccità estiva.</p>
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